Il restauro terminato nel Natale del 1999 ha riportato il Platti agli antichi splendori tardo-ottocenteschi, ammodernando le strutture e ricreando l’elegante atmosfera di un tempo.

Un'immagine dei lavori di restauro del 199

Questo è stato possibile grazie ad un attento lavoro di ricerca delle fonti: negli archivi dei fotografi più antichi di Torino, infatti, si trovano numerose testimonianze fotografiche del Locale di allora, nel quale venivano festeggiate, e immortalate, le ricorrenze più significative della borghesia torinese.

Grazie a queste fotografie d’epoca, è stato possibile ristrutturare il locale nel pieno rispetto della tradizione sin nei minimi dettagli, dalla qualità degli stucchi, alla tipologia degli infissi, all’utilizzo esclusivo di viti cosiddette “a taglio”.

Il famoso “Omino” del Platti

Al di là degli archivi fotografici, un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalle testimonianze orali dei nostri affezionati clienti, e dalla loro funzione di memoria storica.
Si narra infatti che – al posto dell’attuale “omino” del Platti posto sotto i portici di Corso Vittorio – in origine ci fosse un vetro acidato raffigurante i Re Magi in corteo diretti verso il Bambin Gesù.
Nella rappresentazione, i Re Magi portavano in dono sacche con il marchio Platti.
Di questa vetrata non si è però trovata traccia.

L’attuale omino risale probabilmente agli anni Venti del secolo scorso ed è il simbolo di Platti più amato dai Torinesi.

Per questo motivo si è deciso di mantenere la sua effigie e di restaurare la vetrata.

Al suo posto, durante i lavori, è stato posto un cartello nel quale veniva spiegato ai passanti incuriositi dal cantiere, la natura e l’obiettivo del restauro.